home  | mail                                                                                                                        Anno VII, Luglio 2012

 

CORTE DI CASSAZIONE; sezione prima civile; sentenza 8 giugno 2012, n. 9372; Pres. CARNEVALE; Est. CAMPANILE. Cassa App. Trento 5 dicembre 2009 n. 295.

 

Separazione personale - Contributo di mantenimento per i figli - Spese straordinarie - Forfettizzazione nell'ammontare dell'assegno di mantenimento - Ammissibilità - Esclusione - Ragioni (Cod. civ., artt. 147, 148 e 155).

 

Separazione personale - Contributo di mantenimento per i figli - Spese straordinarie - Ripartizione tra i genitori - Criteri - Principio di proporzionalità e di adeguatezza del mantenimento - Applicabilità (Cod. civ., artt. 147, 148 e 155).

 

«In tema di mantenimento dei figli, le spese "straordinarie" sono quelle che, per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dall'ordinario regime di vita dei figli, considerato anche il contesto socio-economico in cui gli stessi sono inseriti. Ne consegue che la soluzione di includere le spese straordinarie, in via forfettaria, nell'ammontare dell'assegno posto a carico di uno dei genitori può rivelarsi in netto contrasto con il principio di proporzionalità sancito dall'art. 155 cod. civ. e con quello dell'adeguatezza del mantenimento, poiché si introduce, nell'individuazione del contributo in favore della prole, una sorta di alea incompatibile con i principi che regolano la materia» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

«In tema di mantenimento dei figli, la distribuzione tra i genitori delle spese straordinarie per la prole, pur non trovando una specifica disciplina nelle norme inerenti alla fissazione dell'assegno periodico di mantenimento, deve avvenire, sebbene nell'ambito della discrezionalità del Giudice, nel rigoroso rispetto del principio di proporzionalità sancito dall'art. 155 cod. civ. e del principio di adeguatezza del mantenimento in favore dei figli» (massima affidamentocondiviso.it) (2)

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(1) Sulla nozione di «spesa straordinaria», la pronuncia in rassegna ha dato continuità ad un orientamento giurisprudenziale in base al quale sono straordinarie quelle spese conseguenti ad eventi eccezionali della vita dei figli, con particolare riferimento alla loro salute (così Cass. 19 luglio 1999, n. 7672).

Nello stesso senso, la Suprema Corte, in altra pronuncia, ha definito straordinarie quelle spese che servono per soddisfare esigenze saltuarie ed imprevedibili dei figli (Cass. 13 marzo 2009, n. 6201, inedita).

Nella giurisprudenza di merito, si veda App. Catania . Sez. Famiglia 5 dicembre 2011, inedita, secondo cui: «non tutte le spese sanitarie, scolastiche, ricreative, culturali, ludiche, ecc. possono considerarsi straordinarie, poiché in difetto si creerebbe un'irragionevole duplicazione di partite, in quanto lo stesso impegno di spesa verrebbe preso in considerazione due volte. Se straordinario, secondo la comune semantica, è tutto ciò che, imprevedibilmente, viene ad inserirsi nella sequela ordinaria degli accadimenti, la spesa che ne consegue non può, di conseguenza, essere quantificata a priori. Di talché, sarà straordinaria, ad es., la spesa da affrontarsi per un'emergenza sanitaria allo stato non tenuta in conto dal giudice, sulla base del prospettato, ma non tutte le spese sanitarie lo saranno (quali, ad esempio, quelle derivanti da ordinarie banali patologie dalla rapida benigna evoluzione, ovviamente presupposte)» (in senso conforme Trib. Taranto 22 febbraio 2010, n. 321, inedita, secondo cui sono straordinari gli esborsi: «che non sono legati ai comuni e ricorrenti bisogni quotidiani, ma a situazioni di carattere eccezionale ed imprevedibile».

Sull'impossibilità di stabilire in via forfettaria ed aprioristica le spese straordinarie, si veda, nella giurisprudenza di merito, App. Napoli 6 giugno 2008, n. 2201, in Famiglia e min., 2008, 10, 79, secondo cui, anche se è opportuno ridurre le occasioni di scontro tra i coniugi in lite, non può essere consentita la inclusione nell'assegno di mantenimento di tutte le spese straordinarie.

A riprova della fondatezza e ragionevolezza del principio di diritto affermato dalla Suprema Corte nella pronuncia in rassegna, potrebbe rilevarsi che il Giudice della separazione o del divorzio, al fine di quantificare l'assegno di mantenimento per i figli, deve considerare (quale criterio preminente rispetto agli altri indicati nell'art. 155, comma 4, cod. civ.) le attuali esigenze del figlio, ossia quelle esistenti al momento della pronuncia. Ne consegue che dovrebbe escludersi la possibilità di inserire e forfettizzare nell'assegno periodico di mantenimento le spese straordinarie, in quanto derivanti da esigenze di vita dei figli non attuali, ma imprevedibili ed eccezionali (sia consentito il rinvio a Padalino, Modifica delle condizioni di separazione e divorzio, Torino, 2011, 403).

(2) Il pagamento delle spese straordinarie costituisce un modo di contribuire al mantenimento dei figli, con la conseguenza che i genitori sono tenuti ad adempiere tale obbligazione in base al principio di proporzionalità, sancito nell'art. 148 cod. civ., e non già nella percentuale fissa del 50%.

Ne consegue che, laddove sussista una disparità reddituale tra i coniugi (ad es., confermata dalla previsione di un assegno di mantenimento a carico di uno dei due), il pagamento delle spese straordinarie dovrebbe essere attribuito in misura prevalente al coniuge più facoltoso.

in tal senso, si veda Cass. 2 luglio 2007, n. 14965, in Famiglia e dir., 2007, 1090, con nota di RUSSO, che ha cassato, per insufficienza della motivazione, una pronuncia di merito che aveva posto a carico di un genitore il pagamento del 50% delle spese straordinarie da sostenersi per i figli, mancando del tutto nella sentenza, a fronte dell'accertata, notevolissima, disparità reddituale tra i coniugi ed alla permanenza in conseguenza dell'ammontare dell'assegno divorzile liquidato, ogni motivazione circa le ragioni del criterio adottato in ordine alla ripartizione delle spese straordinarie, in relazione al principio di proporzionalità. [C. PADALINO].

 

 

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