home  | mail                                                                                                                        Anno IV, Marzo 2010

 

CORTE DI CASSAZIONE; sezione VI penale; sentenza 18 marzo 2010, n. 10701; Pres. LATTANZI; Est. CITTERIO. P.M. RIELLO (concl. conf.). Cassa App. Messina 29 giugno 2007.

 

Reati contro l’amministrazione della giustizia – Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice civile – Affidamento dei figli – Comportamento elusivo – Configurabilità – Singolo ed occasionale episodio di violazione ingiustificata del provvedimento di affidamento – Rilevanza – Esclusione – Limiti. (Cod. pen., art. 388)

«L'assolutamente occasionale inosservanza delle modalità – temporali, logistiche o afferenti altro aspetto del genere – indicate nei provvedimenti giudiziari afferenti la disciplina di affidamento dei figli minori, anche se priva di alcuna giustificazione, non è idonea, di per sé, a concretizzare l’elusione del provvedimento adottato dal giudice civile, salvo che si tratti di inosservanza che, per le sue specifiche peculiari ed invasive sue caratteristiche concrete, sia ritenuta idonea a determinare l’alterazione di quell’equilibrio e frustrare le legittime pretese del genitore non affidatario» (massima affidamentocondiviso.it) (1).

 

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(1) Nella specie, la Suprema Corte, in applicazione del riferito principio di diritto, ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata ritenendo che la singola condotta di violazione del provvedimento di affidamento della figlia minore, posta in essere dalla madre, non costituisse, nonostante fosse ingiustificata, comportamento penalmente rilevante ai sensi dell'art. 388, comma 2, cod. pen.

Segnatamente, la genitrice aveva rifiutato, in una sola occasione, di consegnare la figlia minore al padre nei tempi e modi previsti dall’ordinanza presidenziale resa nel giudizio di separazione, adducendo, a giustificazione del proprio comportamento, il malessere accusato dalla bambina nella nottata precedente e perdurante all’arrivo del padre (forse dovuto alla crescita di un dente); tuttavia, i giudici del merito hanno ritenuto ingiustificata la violazione perpetrata dalla madre, stante l’inadeguatezza e non pertinenza della documentazione medica prodotta da quest’ultima.

Nonostante ciò, i giudici di legittimità hanno ritenuto che tale singola condotta non costituisse elusione del provvedimento di affidamento della figlia minore, inserendosi in un contesto temporale di mesi nei quali la madre aveva sempre assicurato l’esercizio del diritto di visita dell’altro genitore.

Sulla rilevanza della singola condotta elusiva si veda, in senso contrario alla pronuncia in rassegna, Cassazione penale 25 marzo 2009 n. 13101, inedita, secondo cui: «il secondo comma dell'art. 388 cp. prevede un reato istantaneo, per la cui configurazione non si richiede il compimento di un'attività e che perciò si realizza anche con un solo atto elusivo del provvedimento del giudice concernente l'affidamento di minori o di altre persone incapaci, sicché il riferimento all'episodicità della condotta risulta incongruo a fronte della definizione normativa della fattispecie».

 

 

 

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