home  | mail                                                                                                                        Anno V, Febbraio 2010

 

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione Prima Civile; sentenza 4 novembre 2009, n. 23411; Pres. LUCCIOLI; Est. DOGLIOTTI; P.M. (conf.) ABBRITTI. Conferma App. Milano 23 maggio 2008.

 

Filiazione naturale – Contributo di mantenimento – Modalità di versamento – Assegno periodico – Necessità – Sussistenza – Presupposti – Collocamento prevalente del figlio presso uno dei genitori – Ragioni (Cod. civ., artt. 147, 148 e 155).

«In tema di mantenimento dei figli minori, la corresponsione di un assegno periodico a carico di uno dei genitori si rivela quantomeno opportuna, se non necessaria, quando l’affidamento condiviso dei figli preveda un collocamento prevalente presso uno di loro, tenuto conto che tale genitore (c.d. «collocatario»), essendo più ampio il tempo di permanenza presso di lui, avrà necessità di gestire, almeno in parte, il contributo al mantenimento da parte dell’altro genitore, dovendo provvedere in misura più ampia alle spese correnti e all’acquisto di beni durevoli che non attengono necessariamente alle spese straordinarie (indumenti, libri, ecc…)» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

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(1) Con la pronuncia in rassegna, la Corte di cassazione ha confermato che, anche a seguito dell'entrata in vigore della legge sull'affidamento condiviso, il modo ordinario con cui un genitore dovrà contribuire al mantenimento dei figli minori sarà quello indiretto, mediante corresponsione di un assegno periodico in favore del genitore collocatario della prole, tutte le volte in cui l'affidamento condiviso preveda il collocamento prevalente della prole presso uno dei genitori (c.d. «collocatario»).

Tale circostanza si verificherà nella quasi totalità dei casi, tenuto conto che, al fine di garantire continuità di vita ai minori, la giurisprudenza ha ritenuto opportuno che gli stessi rimangano collocati stabilmente presso uno dei genitori (cfr. Trib. minori Bari 18 marzo 2009, inedita), mettendo, anche, in evidenza che: «l’affidamento condiviso non comporta, però, senz’altro, una suddivisione nella esatta metà dei tempi di permanenza presso ciascun genitore, secondo un destabilizzante sistema di residenza alternata, bensì richiede una specifica modulazione che, caso per caso, adegui le esigenze concrete del minore al diritto del genitore di stare col figlio» (App. Catania 21 aprile 2009, in questa Rivista).

Del resto, l’interpretazione letterale dell’art. 155, comma 4, cod. civ., induce a ritenere che la regola generale sia quella del mantenimento indiretto dei figli (ossia, tramite corresponsione di un assegno periodico in favore del genitore stabilmente convivente con gli stessi), considerato che i cinque parametri predefiniti di determinazione della misura del contributo di mantenimento, elencati in detta disposizione normativa, si riferiscono, espressamente, al solo assegno periodico («il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico … da determinare considerando…»).

In tal senso, in giurisprudenza, si veda Cass. 18 agosto 2006, n. 18187, in questa Rivista, secondo cui l’affidamento condiviso è istituto che, in quanto fondato sull’esclusivo interesse del minore, non fa venir meno l’obbligo patrimoniale di uno dei genitori di contribuire, con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto sociale e familiare di appartenenza, rimanendo, per converso, escluso che l’istituto stesso implichi, come conseguenza automatica, che ciascuno dei genitori debba provvedere paritariamente, in modo diretto ed autonomo, alle predette esigenze.

In senso conforme App. Catania 21 aprile 2009, cit., secondo cui: «poiché l’affidamento condiviso è una modalità “naturale” della genitorialità, attiene alla qualità della vita del minore, esso non incide sulla partecipazione economica dei genitori al mantenimento del figlio».

In chiave sistematica, si veda Cass. pen. 1 dicembre 2009, n. 46200, in questa Rivista, secondo cui: «l'adempimento dell'obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza non può che concretizzarsi con la messa a disposizione dei mezzi economici in favore del genitore affidatario, responsabile immediato di una "gestione" ordinata della "sussistenza" del minore».[C. PADALINO].

 

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