home  | mail                                                                                                                        Anno III, Novembre 2007

 

CORTE DI CASSAZIONE; sezione VI penale; sentenza 5 giugno 2007, n. 21873; Pres. DE ROBERTO; Est. MANNINO, P.M. DELEHAYE (concl. conf.). Cassa, con rinvio, App. Torino 6 dicembre 2006, n. 4055.

Reati contro la famiglia – Delitti contro l'assistenza familiare – Omesso versamento dell'assegno di mantenimento per il coniuge divorziato e per i figli minori – Configurabilità del reato - Passaggio in giudicato della sentenza di divorzio - Necessità - Esclusione - Provvisoria esecutorietà della sentenza - Sufficienza (Cod. proc. civ., art. 282; legge 1° dicembre 1970, n. 878, artt. 4, 5, 6 e 12-sexies).

«Il reato previsto dall'art. 12-sexies della legge 1° dicembre 1970 n. 898 (inadempimento dell'obbligo di corrispondere l'assegno periodico al coniuge divorziato e/o di mantenimento per i figli minori) è configurabile indipendentemente dal passaggio in giudicato della sentenza civile di divorzio, la cui provvisoria esecutorietà, con la possibilità di azionare nelle sedi proprie la pretesa civilistica, non vale ad escludere il fatto di reato» (massima ufficiale) (1)

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(1) Nella specie, la S.C., in applicazione del riferito principio di diritto, ha cassato la sentenza della Corte d’appello di Torino che aveva assolto il padre di due minori dal reato previsto e punito dall’art. 12-sexies legge n. 898/1970 perché il fatto non costituiva reato in base all’argomento che la sentenza di divorzio, provvisoriamente esecutiva sebbene impugnata, non costituiva titolo pienamente formato agli effetti penali, benché valido ed efficace ai fini dell’esecuzione civile.

La Corte di cassazione ha ritenuto, viceversa, che l'obbligo di corrispondere l’assegno periodico di mantenimento per il coniuge divorziato e per i figli minori é penalmente sanzionato per effetto della sua esistenza (anche se disposto con sentenza non passata in giudicato, sebbene dotata di immediata esecutività), perché per la natura assistenziale e familiare di tale obblighi «l’adempimento ne è garantito anche sulla base del provvedimento provvisoriamente esecutivo, oltre che dall’azione esecutiva civile, anche dalla sanzione penale … la cui ratio è di assicurare all’obbligo di corrispondere l’assegno periodico il massimo della garanzia di adempimento anche nel caso di sentenza non definitiva» (così, testualmente, nella sentenza in esame).

Elemento soggettivo del reato. Nella pronuncia in commento, la S.C. ha stabilito, inoltre, che, nel reato previsto dall’art. 12-sexies legge div., il dolo è costituito dalla coscienza e volontà del coniuge divorziato di sottrarsi all’obbligo di mantenimento posto a suo carico dal provvedimento del giudice civile, comunque valido ed attuale, benché provvisoriamente esecutivo; ne consegue che l’elemento soggettivo non viene meno per il fatto che la sentenza definitiva abbia revocato tale obbligo per mancanza dei presupposti, ovvero ne abbia ridotto l’ammontare.

 

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