home  | mail                                                                                                                        Anno VI, Febbraio 2011

 

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I civile; sentenza 26 gennaio 2011, n. 1841; Pres. LUCCIOLI; Est. FORTE; P.M. (conf.) PATRONE. Dichiara il ricorso inammissibile.

Separazione personale – Ordinanza presidenziale – Ricorso straordinario per cassazione – Ammissibilità – Esclusione (Cost., art. 111; cod. proc. civ., art. 708; legge 8 febbraio 2006, n. 54, artt. 2 e 4).

 

«In tema di separazione, il provvedimento con il quale il presidente del tribunale, nel contraddittorio tra i coniugi e i difensori degli stessi, dà con ordinanza le disposizioni temporanee ed urgenti da lui reputate opportune nell’interesse dei figli o dei coniugi, anche se divenuto reclamabile, resta modificabile e revocabile dal giudice istruttore e, quindi, inidoneo a divenire giudicato. La modificabilità e revocabilità dell’ordinanza presidenziale è rimasta inalterata pure dopo la previsione del reclamo e permane anche se tale provvedimento viene confermato dopo il reclamo; pertanto, è esclusa la definitività e l’idoneità a divenire giudicato di tale ordinanza e la sua impugnabilità ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost.» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

 

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CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I civile; sentenza 28 gennaio 2011, n. 2099; Pres. LUCCIOLI; Est. CULTRERA; P.M. (conf.) RUSSO. Dichiara il ricorso inammissibile.

Divorzio – Ordinanza presidenziale – Natura provvisoria – Idoneità al giudicato – Esclusione – Ricorso straordinario per cassazione – Inammissibilità (Cost., art. 111; cod. proc. civ., art. 708; legge 8 febbraio 2006, n. 54, artt. 2 e 4).

 

«In tema di divorzio, l’ordinanza presidenziale non può essere oggetto di ricorso straordinario per cassazione, trattandosi di un provvedimento insuscettibile, per sua natura, di acquistare carattere di definitività in senso sostanziale, attesa la sua natura provvisoria» (massima affidamentocondiviso.it) (2)

 

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(1-2) Ai sensi dell’art. 708, comma 4, cod. proc. civ., i provvedimenti presidenziali assunti, nell’interesse dei coniugi e dei figli, nell’ambito dei giudizi di separazione e divorzio sono reclamabili con ricorso alla Corte d’appello, che si pronuncia in camera di consiglio.

Nelle pronunce in rassegna, la Suprema Corte, confermando un orientamento interpretativo dei giudici di legittimità (cfr. Cass. 11 novembre 2009, n. 23909), ha ribadito il principio di diritto in base al quale il provvedimento emesso dalla Corte d’appello, all’esito del reclamo avverso l’ordinanza presidenziale, ha carattere provvisorio ed è inidoneo a passare in giudicato, per cui non può essere impugnato con ricorso straordinario per cassazione (anche nell’ipotesi in cui la Corte d’appello abbia dichiarato inammissibile il reclamo: cfr. Cass. 11 giugno 2010, n. 14060).

Viceversa, la pronuncia sulle spese processuali contenute nel provvedimento emesso dalla Corte d’appello è ricorribile per cassazione, in quanto idonea a divenire definitiva, non estendendosi la revocabilità e modificabilità dei provvedimenti nell’interesse del coniuge e dei figli alla disciplina sulle spese di causa.

La Suprema Corte, nella pronuncia 26 gennaio 2011 n. 1841, ha affermato che, anche dopo l’introduzione dello strumento del reclamo, l’ordinanza presidenziale può essere revocata o modificata dal giudice istruttore anche senza che si siano verificati mutamenti sopravvenuti delle circostanze, e ciò anche se tale ordinanza è stata confermata in sede di reclamo. [C. PADALINO].

 

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