home  | mail                                                                                                                        Anno VI, Febbraio 2011

 

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I civile; ordinanza 10 dicembre 2010, n. 24989; Pres. LUCCIOLI; Est. GIANCOLA; P.M. (conf.) PRATIS. Conferma App. Roma 9 novembre 2007.

Divorzio – Modifica delle condizioni – Figli maggiorenni non indipendenti economicamente – Contributo di mantenimento – Versamento diretto – Modalità alternativa di pagamento – Conseguenze – Assegno di mantenimento – Richiesta – Legittimazione attiva del genitore convivente – Configurabilità (Cod. civ., art. 155-quiquies).

 

«La possibilità, prevista dall’art. 155-quinquies, comma 1, cod. civ., di disporre il versamento diretto al figlio maggiorenne, quale avente diritto, del contributo periodico di mantenimento costituisce una modalità alternativa rispetto al pagamento nelle mani del genitore convivente, che rimane ancora dotato, jure proprio, di legittimazione attiva a percepire, nell’ambito dei procedimenti giudiziari di divorzio, l'assegno di mantenimento per i figli maggiore di età» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

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 (1) Nella specie, la Suprema Corte, sebbene abbia dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall'ex marito per violazione dell'art. 366-bis cod. proc. civ., ha escluso, in motivazione, il difetto di legittimazione passiva della ex moglie per il fatto che, ai sensi dell'art. 155-quinquies cod. civ., la Corte d'appello, in sede di modifica delle condizioni di divorzio, aveva disposto il versamento diretto del contributo di mantenimento direttamente in favore del figlio maggiorenne della coppia (di 25 anni e studente universitario), poiché tale determinazione, aderente al dettato normativo, appariva risolversi in una modalità alternativa rispetto al pagamento del contributo nelle mani del genitore convivente con il maggiorenne, che, pertanto, rimaneva dotato di legittimazione attiva a percepire iure proprio tale assegno.

 Nello stesso senso, un’altra pronuncia di legittimità ha affermato che la possibilità di un versamento diretto dell’assegno dal genitore obbligato al figlio maggiorenne: «non esclude, alternativamente, la legittimazione del genitore, già affidatario e convivente con il figlio, a richiederlo all’altro genitore» (Cass. 23 luglio 2010, n. 17275, inedita).

 Ne discende che l’entrata in vigore dell’art. 155-quinquies cod. civ., non solo non ha privato di legittimazione il genitore già affidatario a percepire, jure proprio e non ex capite filiorum, l’assegno di mantenimento per i figli maggiorenni, ma, al contrario, presuppone, quale condizione necessaria per la pronuncia del Giudice, la domanda del genitore già affidatario, ed ancora convivente, con i figli maggiorenni volta ad ottenere la condanna dell’altro genitore a contribuire al loro mantenimento.

 Alla luce della pronuncia in rassegna può affermarsi che, pur in presenza del versamento diretto dell'assegno al figlio maggiorenne, il Giudice della separazione o del divorzio ben può assegnare la casa familiare al genitore ancora convivente con tale figlio (come accaduto nella fattispecie sottoposta all'esame dei giudici di legittimità).

 

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