home  | mail                                                                                                                        Anno VI, Febbraio 2011

 

CORTE DI CASSAZIONE; Sezione I civile; sentenza 21 marzo 2011, n. 6319; Pres. LUCCIOLI; Est. DOGLIOTTI; P.M. (conf.) RUSSO. Cassa App. Bologna 24 novembre 2009.

 

Filiazione naturale – Affidamento dei figli naturali – Innovazioni introdotte dalla legge n. 54 del 2006 – Decreto emesso dal Tribunale per i minorenni – Natura sostanziale di sentenza – Conseguenze – Mezzi di impugnazione – Appello mediante ricorso – Termini di impugnazione ordinari – Applicabilità (Cod. civ., artt. 155 e 317-bis; cod. proc. civ., artt. 325, 327 e 739; legge 8 febbraio 2006, n. 54, art. 4).

«Il decreto di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, stante le innovazioni introdotte dalla legge n. 54 del 2006, ha natura sostanziale di sentenza, presentando il requisito della decisorietà (risolvendo una controversia in atto tra contrapposte posizioni di diritto soggettivo) e della definitività, con efficacia assimilabile, rebus sic stantibus, a quella del giudicato. Ne consegue che, pure nell’ambito delle forme camerali che caratterizzano il procedimento ex art. 317-bis cod. civ., tale decreto è impugnabile, nei termini ordinari di cui agli artt. 325 e 327 c.p.c., con appello mediante ricorso e non con il mezzo del reclamo ex art. 739 c.p.c.» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

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(1) Con la pronuncia in rassegna, la Suprema Corte ha affermato che il decreto del Tribunale per i minorenni che si conclude con la declaratoria di decadenza della madre dalla potestà genitoriale, ex art. 330 cod. civ., e con l’affidamento esclusivo dei figli minori al padre e la regolamentazione dei rapporti demandata al Servizio sociale, ai sensi dell’art. 317-bis cod. cv., «presenta statuizioni distinte, di natura e caratteri differenti, e, come si vedrà, suscettibili di impugnazione in forme e termini diversificati».

Secondo i giudici di legittimità, nell’ambito del medesimo decreto pronunciato dal Tribunale per i minorenni:

1)             la statuizione emessa ai sensi dell’art. 317-bis cod. civ., concernente l’affidamento dei figli minori e l’eventuale regime di visita del genitore non affidatario, ha natura sostanziale di sentenza e va impugnata con appello mediante ricorso, e non già con reclamo, nei termini di impugnazione di cui agli artt. 325 e 327 cod. pro. civ. (ossia, entro trenta giorni dalla sua notificazione ad istanza della controparte – non essendo sufficiente la mera comunicazione del biglietto di cancelleria – ovvero entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto). Inoltre, il decreto emesso dalla Corte d’appello a seguito di tale impugnazione è pienamente ricorribile per cassazione.

2)             la statuizione emessa ai sensi dell'art. 330 cod. civ., avente ad oggetto la decadenza di un genitore dalla potestà, deve essere impugnata, entro dieci giorni dalla notificazione del decreto, con reclamo ex art. 739 cod. proc. civ., tenuto conto che, in riferimento ai provvedimenti di cui agli artt. 330 e 333 cod. civ., «appare ancora preminente il profilo di controllo della potestà, nell’interesse dei figli minori, e dunque l’assenza di “decisorietà”, e la possibilità di revoca di provvedimenti, anche prescindendo da un mutamento di circostanze, ai sensi dell’art. 742 c.p.c.» (così la pronuncia in rassegna).

Con riferimento alla piena ricorribilità per cassazione, nel regime dettato dalla legge n. 54/2006, dei provvedimenti di affidamento dei figli naturali, si veda Cass. 30 ottobre 2009 n. 23032, in Famiglia e dir., 2010, 115, con nota di Dosi, secondo cui: «In tema di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, la legge n. 54 del 2006, dichiarando applicabili ai relativi procedimenti le regole da essa introdotte per quelli in materia di separazione e divorzio, esprime, per tale aspetto, un'evidente assimilazione della posizione dei figli di genitori non coniugati a quella dei figli nati nel matrimonio, in tal modo conferendo una definitiva autonomia al procedimento di cui all'art. 317-bis cod. civ. rispetto a quelli di cui agli artt. 330, 333 e 336 cod. civ., ed avvicinandolo a quelli in materia di separazione e divorzio con figli minori, senza che assuma alcun rilievo la forma del rito camerale, previsto, anche in relazione a controversie oggettivamente contenziose, per ragioni di celerità e snellezza: ne consegue che, nel regime di cui alla legge n. 54 cit., sono impugnabili con il ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., i provvedimenti emessi dalla corte d'appello, sezione per i minorenni, in sede di reclamo avverso i provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 317-bis relativamente all'affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio ed alle conseguenti statuizioni economiche, ivi compresa l'assegnazione della casa familiare».

 

 

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