home  | mail                                                                                                                        Anno III, Aprile 2008

 

TRIBUNALE DI BARI; sentenza 16 gennaio 2008, n. 136; Pres. ed Est. DE SIMONE.

 

Cessazione degli effetti civili del matrimonio – Affidamento dei figli – Affidamento dei figli ad entrambi i genitori (c.d. condiviso) – Regime ordinario – Disinteresse di uno dei genitori nei confronti del figlio – Irrilevanza (Cod. civ., artt. 155 e 155-bis).

 

Cessazione degli effetti civili del matrimonio – Esistenza di una conflittualità tra gli ex coniugi – Affidamento condiviso dei figli – Applicabilità – Finalità della legge n. 54/2006 (Cod. civ., artt. 155 e 155-bis).

 

 

«Con l’introduzione dell’istituto dell’affidamento della prole ad entrambi i genitori il legislatore ha inteso prevedere un nuovo regime “ordinario” dell’affidamento dei figli per il caso di rottura dell’unione familiare, sostituendolo al precedente regime di affidamento ad uno solo di essi. In tale nuova prospettiva, l’affidamento condiviso non può ritenersi precluso dal fatto che uno dei genitori si sia disinteressato del figlio, poiché il diritto alla bigenitorialità significa partecipazione alle scelte di maggior interesse per la vita della prole e prescinde dalla circostanza che il genitore non abbia incontrato i figli, perché egli può decidere, in qualsiasi momento, di riprendere i contatti in maniera più assidua e proficua dal punto di vista affettivo» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

 

 

«L’applicazione dell’istituto dell’affidamento condiviso non può essere preclusa dall’esistenza di una conflittualità più o meno estesa tra gli ex coniugi – i quali, se fossero stati d’accordo sulle loro scelte di vita, con tutta evidenza, non sarebbero arrivati alla separazione prima ed al divorzio poi –, atteso che la legge n. 54 del 2006 mira a salvaguardare il genitore non collocatario della prole nella sua funzione genitoriale, evitando, al contempo, che la conflittualità agita tra le parti si ripercuota negativamente sulle decisioni di maggior interesse che coinvolgono i minori, che vanno assunte di comune accordo. Diversamente opinando sarebbe fin troppo facile per il genitore affidatario esclusivo dei figli agitare ed esasperare le ragioni del disaccordo per impedire l’applicazione del nuovo istituto, al fine precipuo di svuotare di contenuto il senso della nuova normativa» (massima affidamentocondiviso.it) (2)

 

 

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(1-2) Con la pronuncia in rassegna il Tribunale di Bari ha precisato che la legge n. 54/2006 riconosce la bigenitorialità come un diritto insopprimibile, non solo nell’interesse esclusivo dei figli minori, ma anche di entrambi i genitori, i quali conservano, a loro volta, un interesse immediato e diretto a mantenere un rapporto costante con i figli, alle cui scelte di vita essi devono continuare a concorrere in modo significativo, non meno di quanto ciò non avvenisse finché la coppia era unita.

Segnatamente, il Giudice del merito ha disposto l'affidamento del figlio minore della coppia (di 16 anni e mezzo) ad entrambi i genitori, non avendo ravvisato elementi di pericolo per il sano e corretto sviluppo psicofisico del minore tali da sconsigliare l’applicazione del nuovo istituto; al contrario, il minore non avvertiva alcuna difficoltà a stare con l’una o con l’altra figura genitoriale.

Sull'irrilevanza della conflittualità tra i genitori ai fini dell'affidamento condiviso dei figli si veda Trib. minori Catania 4 ottobre 2007, in www.famigliaegiustizia.it, secondo cui: «l'estrema conflittualità tra i genitori non è da ostacolo all'affidamento condiviso del minore, atteso che appare funzionale alle esigenze educative e di crescita psicofisica dello stesso non relegare un genitore ad un ruolo marginale».

 

 

 

VEDI IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA

 

 

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