home  | mail                                                                                                                        Anno IV, Settembre 2008

 

TRIBUNALE DI BOLOGNA; decreto 14 luglio 2008; Pres. ZINITI; Est. COSTANZO.

 

Separazione personale – Modifiche – Orario scolastico del figlio – Contrasto tra i genitori – Decisione rimessa al giudice – Criteri – Diritto del minore alla bigenitorialità – Rilevanza (Cod. civ., art. 155; cod. proc. civ., artt. 709-ter e 710).

 

«In ipotesi di contrasto tra i genitori in ordine alla scelta dell’orario scolastico del figlio, il giudice deve optare per quella soluzione che appaia ragionevole ed idonea a consentire al minore di avere spazi adeguati per coltivare ancora – nonostante la distanza tra le residenze dei genitori – la propria relazione con la figura paterna e con gli altri parenti di quel ramo genitoriale» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

 

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(1) Trattasi di un caso, previsto dall’art. 709-ter cod. proc. civ., in cui era insorta controversia tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale, e, segnatamente, in ordine ad una decisione di maggiore interesse per i figli relativa all’istruzione (ossia, la scelta dell’orario scolastico).

L’art. 155, comma 3, cod. civ., prevede che, in caso di disaccordo, «la decisione è rimessa al giudice»; tuttavia, tale disposizione normativa deve essere messa in correlazione con il secondo comma dell’art. 709-ter cod. proc. civ. (ove si afferma che il giudice «adotta i provvedimenti opportuni»), con la conseguenza che deve escludersi qualunque potere di intervento diretto del giudice, il quale non potrà scegliere «una terza» via rispetto alle soluzioni prospettate dalle parti, ma dovrà limitarsi ad attribuire il potere decisionale a quello dei genitori che, nel caso concreto, ritenga il più idoneo a curare l’interesse del figlio (in altri termini, dovrà limitarsi a scegliere la soluzione prospettata da quel genitore che appaia più idoneo a curare gli interessi della prole).

Nel caso di specie, era insorto contrasto tra i genitori in ordine alla scelta dell’orario scolastico del figlio; sul punto, mentre la madre (collocataria del minore) avrebbe optato per un orario che prevedeva la presenza a scuola il sabato mattina, il padre si opponeva a tale soluzione, in quanto non gli avrebbe consentito di coltivare il rapporto con il figlio (in quanto residente in altra città rispetto alla propria). Ciò in considerazione del fatto che il padre, in base agli accordi di separazione, avrebbe potuto stare col figlio, a fine settimana alterni, soltanto dal venerdì pomeriggio (uscita da scuola) sino alla domenica sera.

Il Tribunale di Bologna, in applicazione del riferito principio di diritto, ha fatto propria la soluzione proposta dal padre, in quanto idonea a consentire al minore di continuare a coltivare (nonostante la distanza tra le residenze (Milano e Bologna) e il tempo destinato alle trasferte – la relazione con il padre, precisando che gli eventuali inconvenienti pratici derivanti da tale scelta sarebbe stati bilanciati dal beneficio che la presenza del padre avrebbe dato al minore.

 

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