home  | mail                                                                                                                        Anno IX, gennaio 2014

 

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA; decreto 18 maggio 2013; Pres. PRICOCO; Est. ZINGALES.

 

Procedimenti in materia di potestà genitoriale - Figli nati fuori del matrimonio - Domanda di affidamento esclusivo e di mantenimento della figlia - Tribunale per i minorenni - Incompetenza - Nomen iuris dato dalla parte al ricorso - Irrilevanza - Mancata prospettazione di fatti tali da giustificare l'emanazione di provvedimenti ex art. 333 cod. civ. - Rilevanza - Fattispecie (Cod. civ., artt. 155 e 333; cod. proc. civ., art. 709-ter; legge 10 dicembre 2012, n. 219, art. 3).

 

«In tema di figli di genitori non coniugati, il Tribunale ordinario è competente per tutti quei procedimenti in cui l'autorità giudiziaria, a prescindere dalle norme formalmente indicate dalle parti e dal nomen iuris loro dato alla domanda, è chiamata a disciplinare, ed eventualmente limitare, l'esercizio della potestà genitoriale, provvedendo sull'affidamento dei minori, sui loro tempi di permanenza presso l'uno o l'altro dei genitori e sul mantenimento degli stessi (Nella specie, il Giudice minorile, in applicazione del riferito principio di diritto, ha dichiarato la propria incompetenza per materia sulla domanda proposta dalla madre di una minore, nata fuori del matrimonio, che, in limitazione della potestà dell'altro genitore, aveva chiesto l'affidamento esclusivo della figlia e la condanna del padre a contribuire al mantenimento della stessa, senza allegare alcun fatto tale da poter giustificare l'emanazione dei gravi ed assai delicati provvedimenti previsti dall'art. 333 cod. civ.)» (massima affidamentocondiviso.it) (1) 

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(1) L'art. 3 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 (rubricata «Disposizioni in materia di riconoscimento di figli naturali») ha eliminato dal testo del nuovo art. 38 disp. att. cod. civ. il riferimento all'art. 317-bis cod. civ., così sottraendo al Tribunale per i minorenni (ed attribuendola al Tribunale ordinario) la competenza sulle controversie aventi ad oggetto la regolamentazione/modulazione dell'esercizio della potestà genitoriale sui figli nati fuori del matrimonio.

La pronuncia in rassegna affronta la questione interpretativa della competenza o meno del Tribunale per i minorenni nell'ipotesi in cui, in mancanza della pendenza di un procedimento ex art. 317-bis cod. civ. dinanzi al Tribunale ordinario, il genitore non coniugato, lamentando una situazione pregiudizievole per il figlio, proponga al Giudice minorile, ai sensi dell'art. 333 cod. civ., una domanda di limitazione della potestà genitoriale avente ad oggetto l'affidamento esclusivo della figlia minore e la condanna dell'altro genitore a contribuire al mantenimento della prole.

 Secondo il provvedimento in esame, in casi del genere, il Giudice minorile, al fine di decidere sulla propria competenza, è tenuto a verificare, a prescindere dal nomen iuris dato dalla parte al ricorso e dalle norme formalmente indicate dalla stessa, quali siano i fatti prospettati dal genitore ricorrente, la causa petendi dedotta in giudizio ed il petitum (ossia, il bene della vita chiesto in concreto).

Ne consegue che, qualora il genitore abbia chiesto la mera regolamentazione dell'esercizio della potestà genitoriale conseguente alla cessazione della convivenza con l'altro genitore, il Tribunale per i minorenni dovrà dichiararsi incompetente; viceversa, qualora la parte, con il ricorso ex art. 333 cod. civ., abbia chiesto i provvedimenti tipici previsti da tale disposizione normativa e diversi dalla mera regolamentazione dell'esercizio della potestà genitoriale (quale, ad es., l'allontanamento del minore dalla residenza familiare, eventualmente mediante affidamento a terzi, ovvero l'allontanamento del genitore convivente che maltratta o abusa il minore), il Giudice minorile dovrà ritenersi competente.  

 

 

 

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