home  | mail                                                                                                                        Anno VII, Gennaio 2012

 

TRIBUNALE DI LOCRI; ordinanza 28 novembre 2011.

Separazione personale – Azione ex art. 709-ter cod. proc. civ. – Presupposti – Unilaterale decisione di trasferire la residenza della figlia minore – Comportamento pregiudizievole per la minore – Configurabilità (Cod. civ., artt. 155 e 155-quater; cod. proc. civ., art. 709-ter).

 Separazione personale – Affidamento condiviso dei figli – Trasferimento di residenza dei figli – Decisione da assumere all’esito di un leale confronto tra i coniugi – Mancato consenso del genitore non collocatario – Conseguenze (Cod. civ., artt. 155 e 155-quater).

 

«In tema di separazione personale dei coniugi, l’azione ex art. 709-ter cod. proc. civ. può essere esperita nell’ipotesi in cui il genitore collocatario, senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione dell’altro e, anzi, senza averlo neppure avvisato – abbia trasferito la propria residenza in un luogo distante da quella in cui era ubicata la casa familiare, portando con sé la figlia minore. Tale comportamento costituisce, oltre che una grave inadempienza, anche un atto pregiudizievole alla minore, che vede, in tal modo, fortemente pregiudicato il proprio diritto a conservare un equilibrato e continuativo rapporto affettivo anche con il genitore non stabilmente convivente» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

«L’affidamento dei figli nella forma condivisa implica la necessità che ogni decisione comportante un rilevante mutamento nella vita dei figli stessi, quale il cambio di residenza, sia assunta, quanto meno, all’esito di un leale confronto tra i divergenti intendimenti dei genitori. Ne consegue che il genitore, libero di stabilire ove creda la propria residenza, deve tenere conto, però, degli eventuali mutamenti che la sua decisione comporta in ordine ai tempi di gestione ed accudimento del minore stabiliti dal Giudice e, qualora si tratti del genitore collocatario, considerare non solo i riflessi della decisione nella sfera degli interessi del minore, ma, anche, l’eventuale lesione del diritto dell’altro genitore coaffidatario; onde, in mancanza dell’assenso di quest’ultimo, deve rivolgersi al Giudice che, tenuto conto del nuovo assetto abitativo ed ambientale che il minore deve affrontare, provvederà in modo di assicurarne il diritto alla bigenitorialità» (massima affidamentocondiviso.it) (2)

 

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(1-2) Nella specie, il Tribunale di Locri, in applicazione del riferito principio di diritto, ha qualificato la decisione della madre di trasferire la residenza propria e della figlia dalla provincia di Locri a quella di Pisa come arbitraria, in quanto rispondente esclusivamente alle proprie esigenze (lavorative e sentimentali), e pregiudizievole alla minore, stante l’impossibilità di mantenere normali rapporti affettivi con il padre.

Nonostante ciò, il Tribunale di Locri non ha modificato il collocamento prevalente della figlia minore, considerato, a ragione, che la piccola era ancora in tenera età (appena 2 anni) e, pertanto, particolarmente bisognosa di accudimento materno nel quotidiano (si veda, in tal senso, il sesto principio della Convenzione dei diritti del Fanciullo di New York del 1959, secondo cui: «salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre»; viceversa, i figli in età scolare e, quindi, non più particolarmente bisognosi di cure materne nel quotidiano, ben potrebbero essere collocati presso il padre, tenendo conto, ad esempio, degli orari di lavoro dei genitori, al fine di verificare se la madre che si propone come genitore collocatario, a causa degli impegni lavorativi di una certa consistenza durante l’arco della giornata, dovrà delegare a terzi la cura quotidiana dei figli).

Per tale motivo, il Giudice istruttore, ai sensi dell’art. 155-quater cod. civ., si è limitato a rimodulare i tempi di frequentazione tra padre e figlia (tutti i fine settimana, dalle ore 16,00 del sabato alle ore 20,00 della domenica), addebitando alla madre le maggiori spese che il padre avrebbe dovuto sostenere in futuro per vedere e tenere con sé la figlia, ossia le spese di viaggio (determinate con riferimento alla tariffa aerea di classe economica o più favorevole, con partenza da Reggio Calabria, o Lametia Terme, ed arrivo alla destinazione più vicina possibile alla nuova residenza della figlia), nonché le spese di alloggio in albergo avente classificazione di seconda categoria, salvo congrua offerta alternativa.

 

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