home  | mail                                                                                                                        Anno II, Marzo 2007

 

TRIBUNALE DI MESSINA; decreto 30 novembre 2006; Pres. ed Est. LOMBARDO.

Filiazione – Cessazione della convivenza more uxorio – Affidamento del figlio minore e regolamentazione del diritto dell’altro genitore – Tribunale ordinario – Incompetenza – Tribunale per i Minorenni – Competenza (Cod. civ., artt. 155 e 317-bis; legge 8 febbraio 2006, n. 54, disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli, art. 4).

«La normativa di cui alla legge 8 febbraio n. 54 ha esteso alle coppie di fatto ed ai figli naturali le disposizione sostanziali relative all’affidamento ed alla potestà genitoriale, ma non ha inciso sui criteri di riparto di competenze tra Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni, poiché tale modifica avrebbe richiesto un intervento ben più articolato e complesso che trascende certamente gli scopi e le intenzioni del legislatore del 2006. Ciò significa che competente a conoscere delle domande del genitore naturale di affidamento del figlio minore e di regolamentazione del diritto di visita dell’altro genitore continuerà ad essere il Tribunale per i Minorenni, mentre rimarrà ferma la competenza del Tribunale ordinario sulla domanda di contributo al mantenimento e di rimborso delle spese sostenute per il mantenimento del minore (trattandosi, peraltro, di competenza funzionale e, come tale, sottratta all’applicazione delle norme sulla connessione)» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

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(1) Principio di diritto. La sentenza in rassegna ha affrontato il problema interpretativo del riparto di competenza tra Tribunale ordinario e Tribunale per i Minorenni in tema di affidamento dei figli naturali, sostenendo il principio di diritto che la legge n. 54/2006 non ha arrecato alcuna novità alla frammentazione di competenze vigente prima della riforma (affidamento/diritto di visita al Giudice minorile; mantenimento al Giudice ordinario), ma ha solo esteso l’applicazione della disposizioni sostanziali anche alle coppie di fatto ed ai figli naturali.

La vicenda. Nella specie, il padre naturale di una minore (di sei anni), da sempre convivente con la madre, ha proposto al Tribunale ordinario domanda di revisione delle modalità di incontro e frequentazione con la figlia, a suo tempo concordate con l’altro genitore, con verbale sottoscritto dinanzi al locale Tribunale per i Minorenni.

Le motivazioni. Il Tribunale di Messina, in via preliminare rispetto al merito, ha dichiarato la propria incompetenza a provvedere sulla richiesta di modifica, sulla base dei seguenti passaggi logico-giuridici:

1) una modifica dei criteri di attribuzione della competenza in materia di figli naturali «avrebbe richiesto un intervento ben più articolato che trascende certamente gli scopi e le intenzioni del legislatore del 2006»;

2) non è possibile sostenere l’abrogazione implicita dell’art. 38 disp. att. c.c. per effetto di «una sopravvenuta disciplina il cui obiettivo era unicamente quello di introdurre una regolamentazione comune delle conseguenze nei rapporti tra genitori e figli nelle ipotesi di disgregazione dell’unità familiare, a prescindere dal suo essere fondata sul matrimonio».

Rilievi critici. Ciò posto, devesi rilevare che la tesi interpretativa sostenuta dal Tribunale ordinario di Messina ha un effetto abrogante della disposizione di cui all’art. 4, co. 2, della legge n. 54/2006, dal momento che non tiene conto della finalità perseguita dal legislatore della novella, volta a realizzare, anche rispetto ai figli naturali, la tanto agognata «concentrazione di tutele dinanzi ad un unico Giudice».

In argomento, vedi Trib. Monza, 29 giugno 2006, pubblicato in questa Rivista, ed ivi gli ulteriori riferimenti dottrinali e giurisprudenziali; nonché Trib. minori Roma, 26 settembre 2006, n. 5571 (Pres. ed est. Giarrusso), e Trib. minori Roma 17 ottobre 2006, n. 6229 (Pres. ed est. Foschini), entrambe pubblicate in Famiglia e minori, 2006, 2, 24, con nota di RUO, che sostengono, rispettivamente, la competenza del Tribunale per i Minorenni e del Tribunale Ordinario. [C. PADALINO].

 

VEDI TESTO INTEGRALE DEL DECRETO

 

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