home  | mail                                                                                                                        Anno VII, Aprile 2012

 

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA; decreto 9 marzo 2012; Pres. PRICOCO.

 

Procedimenti in materia di potestà genitoriale – Affidamento e mantenimento dei figli naturali - Provvedimenti definitivi e provvisori - Titoli esecutivi ex lege - Conseguenze - Apposizione della formula esecutiva - Legittimità (Cod. civ., art. 317-bis; cod. proc. civ., artt. 282, 474, 475 e 741; disp. att. cod. proc. civ., art. 189).

Procedimenti in materia di potestà genitoriale – Dichiarazione giudiziale di paternità - Sentenza - Titolo esecutivo - Configurabilità - Limiti - Capi condannatori (Cod. civ., artt. 269 e 277; cod. proc. civ., artt. 282, 474, 475).

Procedimenti in materia di potestà genitoriale – Decadenza della potestà genitoriale - Provvedimenti conclusivi - Apposizione della formula esecutiva - Presupposti (Cod. civ., artt. 330 e 333; cod. proc. civ., artt. 474, 475, 739 e 741).

 

«Nell'ambito delle procedure ex art. 317-bis cod. civ., i provvedimenti definitivi, per la loro natura sostanziale di sentenze, hanno efficacia esecutiva ipso iure, secondo il regime generale stabilito dall'art. 282 cod. proc. civ., anche se non siano stati dichiarati provvisoriamente esecutivi ex art. 741, comma 2, cod. proc. civ., e non sia ancora decorso il termine per impugnare; mentre, l'immediata efficacia esecutiva dei provvedimenti provvisori scaturisce dalla natura cautelare degli stessi e dall'applicazione della disciplina prevista dall'art. 189 disp. att. cod. proc. civ. Ne consegue che la cancelleria civile è autorizzata ad apporre la formula esecutiva su tali provvedimenti, ai sensi dell'art. 475 cod. proc. civ.» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

«Le sentenze di dichiarazione giudiziale di paternità costituiscono titoli esecutivi, anche prima del passaggio in giudicato, limitatamente ai capi di condanna, in ragione del nesso di mera dipendenza e non di sinallagmaticità che li lega al capo costitutivo oggetto della domanda principale» (massima affidamentocondiviso.it) (2)

«Al fine di apporre la formula esecutiva ai decreti conclusivi dei procedimento di decadenza dalla potestà genitoriale, che contengano disposizioni di carattere economico relative agli obblighi di mantenimento della prole, è necessario che tali provvedimenti siano stati dichiarati provvisoriamente esecutivi, ai sensi dell'art. 741, comma 2, cod. proc. civ., ovvero che siano decorsi i termini per impugnarli nelle forme del reclamo di cui all'art. 739 stesso codice, stante l'incertezza interpretativa ancora in atto circa la natura di tali decreti» (massima affidamentocondiviso.it) (3)

___________

(1-3) Il Tribunale per i minorenni di Catania, al fine di evitare disguidi tra utenti e cancelleria in merito al rilascio di copie, con la formula esecutiva, dei provvedimenti aventi un contenuto anche patrimoniale, ha individuato i titoli esecutivi ex lege (quali i decreti definitivi e provvisori emessi nell'ambito del procedimento ex art. 317-bis cod. civ., nonché d i capi condannatori delle sentenze dichiarative della paternità naturale) da quelli che possono ritenersi tali solo a seguito dell'apposizione della clausola di cui all'art. 741 cod. proc. civ., ovvero dell'inutile decorso del termine per impugnare (quali i decreti definitivi di decadenza e limitazione dalla potestà genitoriale).

In senso conforme Trib. minori Venezia 16 luglio 2008, in Famiglia e dir., 2009, 621, con nota di Spaccapelo, secondo cui: «non è necessaria una espressa previsione della natura di titolo esecutivo dei provvedimenti camerali minorili ex art. 317 bis c.c., dal momento che la regula iuris è immanente al sistema e si ricava per via interpretativa applicando il principio di responsabilità genitoriale di cui all'art. 30 Cost., ribadito dall'art. 261 c.c.».

Con riferimento al provvedimento definitivo di affidamento e mantenimento dei figli naturali, la Suprema Corte ha affermato che: «il decreto emesso ai sensi dell'art. 317 bis c.c. ha dunque natura sostanziale di sentenza, presentando il requisito della decisorietà (risolvendo una controversia in atto tra contrapposte posizioni di diritto soggettivo), e della definitività, con efficacia assimilabile, rebus sic stantibus, a quella del giudicato» (Cass. 21 marzo 2011, n. 6319, in Rep. Foro it., 2011, voce Filiazione, n. 14, che, in applicazione di tale principio di diritto, ha affermato che, in relazione a tale decreto, debbono applicarsi i termini di impugnazione di cui agli artt. 325 e 327 cod. proc. civ., trattandosi di appello mediante ricorso, e non già quelli termini previsti dall'art. 739 codice di rito per il reclamo. Viceversa, i provvedimenti di limitazione e decadenza dalla potestà genitoriale devono essere impugnati con tale reclamo, entro dieci giorni dalla notificazione).

Sulla provvisoria esecutorietà dei provvedimenti che dispongono l'affidamento dei figli, si veda Cass. 28 aprile 2008, n. 10094, in www.famigliaegiustizia.it, con nota di Amram, secondo cui la decisione del giudice di affidare il figlio minore ad uno dei due genitori non ha natura costitutiva, in relazione ad un preteso diritto del genitore a vedersi riconosciuto tale affidamento, ma integra una misura adottata a tutela dell'esclusivo interesse morale e materiale della prole, a fronte del quale la posizione dei genitori non si configura come diritto, ma come munus; pertanto, anche la sentenza del giudice di appello sull'affidamento del figlio minore ha una portata immediatamente precettiva ed è, per sua natura, suscettibile di esecuzione forzata, restando irrilevante la proposizione del ricorso per cassazione.

 

 

 

VEDI TESTO INTEGRALE DEL DECRETO

 

                                                   torna indietro