home  | mail                                                                                                                        Anno VI, Febbraio 2011

 

TRIBUNALE DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO; decreto 15 novembre 2010; Pres. CELI; Est. CATANESE.

 

Separazione personale – Modifica delle condizioni – Mutamento della residenza del figlio – Assenso preventivo del coniuge non collocatario – Rilevanza – Competenza territoriale – Tribunale del luogo di nuova residenza del minore (Regolamento Ce del 27 novembre 2003, n. 2201, artt. 9 e 10; cod. civ., artt. 155 e 155-quater; cod. proc. civ., artt. 709-ter e 710).

 

«In presenza di un esplicito assenso preventivo del coniuge “non privilegiato” al trasferimento della residenza del coniuge privilegiato – e, conseguentemente, della residenza del minore a questi legato – la competenza per territorio in materia di ricorso ex artt. 709-ter e 710 Cpc, avente ad oggetto la modifica delle condizioni della separazione, deve essere individuata nel luogo della nuova residenza del minore, in analogia a quanto stabilito dal Regolamento CE n. 2201/2003» (massima affidamentocondiviso.it) (1)

___________

(1) Nella specie, il Tribunale, in applicazione del riferito principio di diritto, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale sulla domanda proposta dal marito e volta ad ottenere la modifica delle condizioni della separazione e la condanna della moglie alle sanzioni previste dall’art. 709-ter cod. proc. civ., per avere trasferito la residenza propria e del figlio minore, senza alcun consenso preventivo dell’altro coniuge, in un Comune del nord Italia, «ponendo così un serio impedimento al diritto di visita al minore da parte del padre ed allo sviluppo dei rapporti genitoriali con il genitore non “privilegiato”».

Il Tribunale di Barcellona P.G. ha valorizzato, ai fini della decisione, il fatto che il marito, in sede di omologazione della separazione consensuale, aveva prestato il proprio consenso preventivo affinché la moglie, all’epoca affidataria esclusiva del minore, potesse trasferire la propria residenza in qualunque luogo di suo gradimento, impegnandosi a sottoscrivere, ove necessario, eventuali autorizzazioni richieste dalle competenti autorità.

La pronuncia in rassegna, con interessanti richiami alla normativa sovranazionale, ha affrontato la questione interpretativa della competenza per territorio nell’ipotesi in cui uno dei coniugi trasferisca la propria residenza in un altro luogo e chieda, successivamente e sulla base di tale trasferimento, che la competenza territoriale a decidere il procedimento ex art. 709-ter e 710 cod. proc. civ., nell’ambito del quale sia anche richiesta la modifica delle condizioni della separazione, vada individuata nel Tribunale del luogo della nuova residenza del minore piuttosto che nel Tribunale del luogo della pregressa residenza abituale.

 

VEDI TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA